PROGETTO FORMATIVO
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1. Premessa

L’Università degli Studi Roma Tre ha stabilito da tempo proficui contatti di ricerca e di studio con i principali atenei e con le istituzioni diplomatiche e culturali dell’Europa e del Mediterraneo.
Già da diversi anni sono attivi  in Ateneo corsi di alta formazione dedicati ai temi dell’integrazione politico-sociale, dei processi di coesione socio-economica, del peacekeeping e degli studi sulla sicurezza, accomunati dal filo conduttore dell’interculturalità.
Il progetto vuole potenziare e orientare tale approccio, rivolgendo un’attenzione specifica al tema dell’integrazione euro-mediterranea, con riferimento ai vari paesi della regione mediterranea e in particolare a quelli ‘terzi’.
Raccogliendo l’esperienza maturata con le iniziative del Centro Spinelli per l’Europa dei popoli e la pace nel mondo - Polo di eccellenza Jean Monnet,  il master d’Ateneo di secondo livello in Cittadinanza europea e integrazione euro-mediterranea. I beni culturali come fattore di coesione e sviluppo pone al centro del  proprio progetto formativo l’Unione Europea come attore mondiale e regionale di pace nella dimensione dei beni e delle attività culturali. Elemento privilegiato per lo sviluppo e la cooperazione socio-economica, i beni e le attività culturali rappresentano ormai un settore strategico nelle politiche europee di coesione e di vicinato, su cui è da tempo impegnata la Fondazione Anna Lindh per il dialogo fra le culture. Il tema della ‘cittadinanza’, divenuto fondamentale per il rilancio su basi costituzionali dell’Unione europea come ‘unione di popoli’, insieme con quello dell’allargamento, dei diritti e delle politiche di parità, dell’accoglienza e della sicurezza, di fronte alle sfide del mercato globale e della multiculturalità, sono tra loro in rapporto di connessione all’insegna delle identità e delle identificazioni culturali che esercitiamo sia attraverso la ricerca, lo studio e la conservazione degli oggetti e dei siti del passato, sia attraverso le nuove produzioni e attività artistiche. L’azione sui beni e le attività culturali si svolge su un doppio registro: 1) creativo, in quanto legato a una visione positiva dei beni culturali come elemento di sviluppo; 2) distruttivo, poiché connesso ad aspetti di sopraffazione e di negazione della diversità culturale. Anche se con segno negativo, la ricerca e l’affermazione di identità, ovvero il profilo delle società del passato e di quelle a noi contemporanee si rivela dall’interazione con il patrimonio culturale.

 

2. Motivazione

La centralità geografica e la storia pregressa hanno sicuramente favorito la predisposizione di Roma a porsi come luogo di dialogo e di incontro, oltre che di scambi economici e culturali. Esperienze recenti, anche dolorose, mostrano che ciò non è sufficiente a garantire quell’integrazione tra Europa e Mediterraneo, né all’interno delle compagini nazionali, né nelle relazioni internazionali, che possa disinnescare le tensioni e garantire la crescita e lo sviluppo delle società. La conoscenza reciproca viene invocata come elemento imprescindibile nella nuova realtà multietnica, ma di fatto viene praticata in modo sporadico, senza un adeguato bagaglio di reciproca conoscenza.
La regione meditteranea, nella sua accezione più estesa (da est a ovest, da nord a sud), resta al centro del dibattito sotto la spinta di ragioni legate soprattutto alla sicurezza e all’emergenza sociale. La cultura può fornire gli strumenti interpretativi adeguati a capire, a interagire con una realtà composita e complessa  per formulare progetti in vista di un futuro comune.
Gli enti pubblici e le amministrazioni locali, come anche gli operatori privati, dovranno avvalersi in modo sempre più consistente di nuove figure professionali per la mediazione interculturale e per azioni di cooperazione decentrata. Nella formazione di tali professionalità sarà necessario superare l’approccio attuale, legato all’emergenza, che porta a semplificare il tema dell’interculturalità; mentre a chi opera a livello internazionale, a prescindere dal settore d’intervento, si chiede di essere un mero estensore di progetti.
I rapidi mutamenti in corso sollecitano a reimpostare alcuni degli obiettivi nell’alta formazione universitaria, nella convinzione che sia necessaria una base comune di conoscenza, alla luce della quale declinare, in una direzione unitaria, i diversi, specifici saperi di carattere umanistico, economico, scientifico, giuridico. Il presupposto per l’effettiva integrazione, infatti, è il profondo e reciproco scambio di conoscenze, che collochi i temi dell’attualità nella necessaria cornice storico-culturale, politico-istituzionale e socio-economica. Solo su questa base si possono fondare interventi dai risultati efficaci e duraturi in grado di contribuire al processo di integrazione (auspicato per il 2010 con la creazione della grande zona euromediterranea di libero scambio).
L’Ateneo Roma Tre, con il suo Centro Altiero Spinelli, nel farsi parte attiva per la progettazione e organizzazione del master, ha scelto come partner strategico la Fondazione Anna Lindh, con sede in Alessandria d’Egitto presso la Biblioteca Alessandrina, che si avvale della sua rete di 1.400 associazioni presenti nei trentasette paesi, quale unico organo autenticamente euro-mediterraneo costituito a seguito della Dichiarazione di Barcellona del 1995.
Il master accoglie la prima Cattedra in dialogo fra le culture della Fondazione Anna Lindh, le cui attività saranno affidate a docenti accademici, esperti di alto profilo professionale, figure del mondo istituzionale interno, europeo e internazionale.


3. Organi di gestione

Il governo del master è affidato agli tre organi che concorrono a garantirne la qualità scientifico-professionale:

  • il Consiglio del master formato da docenti di ruolo ed esperti;
  • il Coordinatore scientifico del master

A tali organi si affiancano in una funzione di consulenza e sostegno:

  • il Comitato di indirizzo formato da personalità esterne all’Ateneo, che svolgono un ruolo rappresentativo nel dialogo euromediterraneo;
  • il Comitato dei sostenitori formato dai rappresentanti del mondo delle istituzioni, delle professioni e organizzozioni in genere che concorrono nella realizzazione del master, allo scopo principalmente di garantire un collegamento tra obiettivi formativi e sbocchi professionali, in particolare attraverso attività di stage e tirocinio.